La leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen, ha annunciato ieri (7 luglio) che si candiderà alle elezioni presidenziali del 2027, dopo che una corte d’appello ha ridotto il periodo della sua ineleggibilità, pur confermando la sua condanna per aver sottratto fondi europei destinati al pagamento del personale del partito. Le Pen ha inoltre dichiarato che presenterà ricorso contro la condanna.
Subito dopo la sentenza, ha lanciato il proprio sito di campagna elettorale e ha invitato gli elettori a sostenerla, dando vita a una situazione senza precedenti in Francia: una delle principali candidate alla presidenza si prepara infatti a partecipare al voto nonostante una condanna per un reato legato all’utilizzo di fondi pubblici.
“Questa sera sono candidata alle elezioni presidenziali”, ha dichiarato Le Pen durante un’intervista in prima serata all’emittente TF1, poche ore dopo la decisione della corte. “L’ultima parola spetterà ai francesi”.
Le Pen, attualmente in testa ai sondaggi, ha annunciato che impugnerà la sentenza davanti alla Cour de Cassation, la più alta corte francese, sostenendo che il ricorso sospenderà gli effetti della decisione, compreso l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Ha inoltre ribadito di non aver commesso alcun illecito.
Le prospettive presidenziali della 57enne erano rimaste incerte dal marzo 2025, quando era stata condannata a cinque anni di ineleggibilità per aver utilizzato fondi del Parlamento europeo per pagare gli stipendi del personale del suo partito, Rassemblement National, in Francia. Nel frattempo il partito aveva iniziato a prepararsi all’eventualità che il suo protetto trentenne, Jordan Bardella, fosse il candidato alle presidenziali.
Il periodo di ineleggibilità è già stato scontato
La sentenza di ieri ha ridotto l’ineleggibilità di Le Pen da 60 a 45 mesi, di cui 30 con sospensione condizionale. Poiché il periodo decorre dalla sentenza dello scorso anno, i 15 mesi effettivi di interdizione sono già stati scontati.
La corte d’appello ha spiegato che, pur confermando la colpevolezza di Le Pen, ha tenuto conto anche “della libertà di scelta degli elettori, presupposto essenziale dell’espressione democratica del voto”.
Il Rassemblement National guida i sondaggi in vista delle elezioni del prossimo aprile. Le Pen, che negli ultimi quindici anni ha tentato senza successo per tre volte di conquistare l’Eliseo per l’estrema destra, scommette ora sul fatto che gli elettori possano passare sopra alla condanna.
“Non esiste più alcuno scenario in cui io non mi candidi nel 2027”, ha dichiarato con tono di sfida durante l’intervista a TF1.
Nei mesi scorsi Le Pen aveva affermato che non si sarebbe candidata se fosse stata sottoposta al controllo mediante braccialetto elettronico, sostenendo che ciò avrebbe ostacolato la campagna elettorale e compromesso la sua credibilità.
Ieri ha però spiegato che il ricorso alla Cour de Cassation le consentirà di evitare, almeno per il momento, l’obbligo di indossare il dispositivo. In ogni caso, la Cour de Cassation aveva già fatto sapere che, in caso di ricorso, avrebbe cercato di pronunciarsi sul caso Le Pen prima delle elezioni.
Il RN è il primo partito dell’Assemblea nazionale
Il Rassemblement National è diventato il primo partito per numero di deputati nell’Assemblea nazionale francese, sebbene il Parlamento francese resti diviso tra tre principali blocchi: l’estrema destra, la sinistra radicale e il centro.
La leader dei Verdi, Marine Tondelier, ha dichiarato che “in un mondo normale, nel quale il RN avesse anche solo un minimo di moralità, Le Pen rinuncerebbe, perché non ci si può candidare dignitosamente dopo essere stati condannati per appropriazione indebita di fondi pubblici”.
La condanna di Le Pen deriva dall’accusa secondo cui esponenti del Rassemblement National avrebbero utilizzato impropriamente fondi destinati agli assistenti parlamentari del Parlamento europeo. Nel 2025 i giudici avevano stabilito che Le Pen aveva svolto un ruolo centrale nel sistema, una conclusione da lei sempre contestata. La sentenza di ieri ha confermato la sua colpevolezza per appropriazione indebita di denaro pubblico.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

